Ci sono gare che durano pochi secondi.
Un salto, un lancio, un 100mt.
Eppure, dentro quei pochi secondi, c’è molto più di quello che si vede.
Ci sono mesi di allenamenti, giornate in cui sarebbe stato più facile restare a casa davanti al cellulare scrollando i social, invece di ripetute fatte quando le gambe erano stanche, “gesti” provati e riprovati, anche con piccoli miglioramenti che spesso però ti danno la forza di continuare.
E soprattutto c’è una cosa che non si misura con il cronometro o con il metro: la motivazione.
Perché un ragazzo di quattordici o quindici anni, quindi in piena adolescenza, sceglie di allenarsi? Perché decide di impegnarsi, e di accettare di far “fatica”?
Forse perché nello sport giovanile la vera sfida è imparare a superare, giorno dopo giorno, un po’ di sé stessi.
L’atletica leggera, è lo sport per eccellenza in questo.
Insegna che nessun risultato arriva per caso.
Che un secondo si costruisce in mesi di lavoro.
Che un centimetro in più può essere il risultato di tanti allenamenti e la vittoria in una gara.
Che in una gara non si può mai definire tutto il valore di un atleta….
……..la prestazione è soltanto la parte finale di un percorso molto più grande.
Un percorso fatto di entusiasmo, sacrificio, amicizia, errori, sorrisi, delusioni e soddisfazioni.
Il 3 e 4 ottobre, ad Agropoli, si svolgeranno i Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti e Cadette, la grande rassegna nazionale dedicata all’atletica Under 16.
E sulla pista di Agropoli ci saranno anche Halena Esposito e Simone Parascandolo, atleti della SSD FORMIA ATLETICA LEGGERA.
Halena sarà protagonista nei 300 metri, da individualista, dopo aver conquistato il “minimo” di partecipazione, e vestirà anche la maglia della rappresentativa del Lazio come titolare della 4×100. La sua convocazione per gli appuntamenti di preparazione della staffetta regionale è stata ufficializzata dal Comitato Regionale FIDAL Lazio.
Simone Parascandolo sarà invece impegnato nel getto del peso, anche lui con la maglia della rappresentativa regionale.
Ma prima ancora di parlare di tempi, misure, piazzamenti e risultati, c’è qualcosa di più importante da ricordare.
Halena e Simone sono arrivati fin qui perché hanno scelto di allenarsi.
Ci hanno creduto e hanno provato sempre a migliorarsi
E questa, nello sport giovanile, è già una vittoria importante.
Perché a questa età il risultato non dovrebbe essere l’unico motivo per praticare sport.
Un ragazzo dovrebbe imparare ad amare il percorso che porta al risultato.
Dovrebbe imparare che qualche volta si vince e qualche volta si perde.
Che una gara può andare benissimo oppure molto meno bene di quanto si sperava.
Che un personale può arrivare quando meno te lo aspetti e che, altre volte, può essere necessario aspettare.
Dovrebbe imparare che l’allenamento non serve soltanto a diventare più veloci, più forti o più tecnici.
Serve a diventare più consapevoli.
A conoscere i propri limiti.
E, soprattutto, a scoprire che spesso quei limiti possono essere spostati un po’ più avanti.
È questa la grande forza dello sport giovanile.
Non costruisce soltanto atleti.
Costruisce persone.
Insegna la puntualità, il rispetto, la responsabilità, la capacità di stare in gruppo, il rapporto con la fatica e la gestione della sconfitta.
Insegna a non cercare sempre una scorciatoia.
E insegna una delle cose più difficili nella vita: continuare a lavorare anche quando il risultato non arriva immediatamente.
Per questo, quando Halena correrà i suoi 300 metri o entrerà in pista per la 4×100, e quando Simone entrerà in pedana per il suo lancio, dietro quei pochi istanti ci sarà molto più di una prestazione sportiva.
Ci saranno tutti gli allenamenti fatti.
Ci saranno le giornate difficili.
Ci saranno le indicazioni degli allenatori.
Ci saranno i compagni di squadra.
Ci saranno le famiglie.
Ci sarà una società che ha creduto nel loro percorso.
E ci sarà soprattutto la consapevolezza di essere arrivati su quella pista attraverso il lavoro.
Poi sarà la gara a decidere il risultato.
Il cronometro dirà il tempo di Halena.
Il metro dirà la misura di Simone.
La classifica racconterà il piazzamento.
Ma nessun numero potrà raccontare completamente il valore del percorso che li ha portati fino ad Agropoli.
Ed è forse proprio questo il messaggio più importante che vogliamo trasmettere ai nostri ragazzi.
Allenarsi per vincere è importante.
Allenarsi per migliorare è ancora più importante.
Allenarsi per imparare a conoscersi, a rispettare gli altri e a non arrendersi davanti alle difficoltà è qualcosa che rimane per tutta la vita.
Ad Agropoli, quindi, non scenderanno in pista soltanto due giovani atleti della SSD Formia Atletica Leggera.
Scenderanno in pista due ragazzi che hanno scelto di mettersi alla prova.
E noi cercheremo di supportarli al meglio.
Qualunque sarà il risultato, l’obiettivo sarà quello di vivere fino in fondo questa esperienza, con entusiasmo, con rispetto e con la consapevolezza che ogni grande traguardo comincia sempre nello stesso posto, cioè dal prossimo allenamento.

